Google, riflessioni e ponderamenti
Rifletto su quest’argomento da molto tempo, e da altrettanto tempo volevo scriverne al riguardo. Poi uno scambio di commenti sul blog di Andrea Lazzarotto ed un articolo comparso su PI mi hanno spinto a farlo, finalmente.

Cominciamo dall’inizio, con qualche accenno storico.
Google inc. è un’azienda nata nel 1998 dalle menti illuminate di Larry Page e Sergey Brin, due bei tipetti allora studenti all’Università di Stanford. Un bel giorno, uno disse all’altro: «Perché non rivoluzioniamo il mondo dei motori di ricerca, sviluppando una teoria che mette in relazione i contenuti dei siti web indicizzati e li posiziona in base ai click che ricevono?» L’altro, alzando le spalle con aria indifferente, rispose: «Va bene, perché no?»
I due si misero al lavoro e svilupparono un motore di ricerca con un logo bruttissimo, chiamandolo Google, gioco di parole fra Googol e Goggles (binocolo). Qualche anno dopo, Google era uno dei più grandi motori di ricerca, con una quantità scandalosa di pagine indicizzate.
Ora, Google offre una gamma di servizi strepitosa: dal fantastico Google Reader al grandioso webmail service di GMail, fino ad arrivare all’indispensabile Analytics.
Ecco, è questo il punto: l’indispensabilità. Mi scuso per la ripetizione del concetto che ho già espresso nei commenti al post di Lazza, ma credo sia importante ribadirlo. Qualsiasi netizen, ormai, usa - in qualunque modo - Google, ritenendolo indispensabile. Voi riuscireste a vivere (virtualmente parlando) senza le ricerche di Google? O senza, chessò, lo stesso GReader? Certo, potreste; ma vi ritrovereste con più difficolta di quanto pensiate. O almeno è quello che ho sperimentato io.
Il problema è questo: Google ci ha in mano. Il motore di ricerca di Google sa che cerchiamo le foto di Bill in pose provocanti. Il sistema di indicizzazione dei file di Google Desktop invia al server centrale titoli e contenuti dei file presenti sul nostro pc. Google Earth ci riprende addirittura mentre camminiamo per strada.
Detto brutalmente, Google ci tiene per i coglioni.
Da qualunque punto di vista lo si analizzi, penso che si vada a finire sempre a questa stessa conclusione.
Google possiede degli strumenti di una potenza incredibile. E per un azienda, questo si traduce matematicamente in guadagno. Cito una porzione di commento di TheKaneB:
Google è pur sempre un’azienda, giovane ed illuminata senz’altro, ma come qualunque altra azienda esiste per un solo ed unico scopo: just to make money!
Penso che questo sia incontestabile.
Beh, avremo sentito un po’ tutti gli ultimi presunti piani di creazione di un GoogleOS o dell’imminente uscita del fantomatico GPhone. Sinceramente, queste cose mi lasciano un po’ perplesso. Perplesso perché, se provo a spingere la mia fantasia verso un immaginario futuro (neanche troppo futuro), vedo solo… terrore e devastazione! Vedo donne che si lanciano nei mega Gnegozi facendo la fila per acquistare la GLavatrice, l’unica che mentre fa la centrifuga analizza le macchie sui capi e elabora una miscela chimica per disgregarle! E vedo G-addicted con occhiaie multicolore che rubano i Gborselli (comprati nelle Gbancarelle) alle povere vecchiette solo per infilarsi in qualche internet point a fare una ricerca qualsiasi con Google!
.. No, ovviamente scherzo, scusatemi.
Parlando seriamente, credo sinceramente che se Google continuerà così, allargando sempre di più, drasticamente, il suo raggio d’influenza (stiamo parlando di Sistemi Operativi e Telefonia Mobile, signori), andrà veramente vicino a conquistare il mondo, almeno quello virtuale/telematico. Siamo arrivati al punto che alcuni già presagiscono che Microsoft verrà inglobata da “BigG“. Parliamo di Microsoft. Microsoft quella di Redmond, eh, mica Tecnologia2000, il rivenditore di computer dietro casa mia.
Ora, talebanismi e/o preferenze a parte, credete che Google adotterà una politica tanto diversa da quella della nostra cara M$?
Una possibilità c’è, dato che più volte ha manifestato simpatia verso la comunità Open Source, anche - per esempio - con il Summer Of Code; ma questo non gli impedirà di certo di piazzare software linux-based sui nuovissimi dispositivi, OS o quello-che-ti-pare, sbarrando poi in cassaforte il codice sorgente. Non si sputtanerà di certo, ohnnò. E questo a noi non ci piace.
Insomma, io da un po’ di tempo guardo Google da un altro punto di vista, più cauto, più attento. A volte, vi confesso, mi rammarico persino di usare così tanto i suoi servizi, perché immagino che possa contribuire alla sua dannata crescita finanziaria. E vi confesso inoltre che sono sempre stato un G-ammiratore, come direbbe qualcuno. Detto in poche parole, ho paura di Google.
E volete sapere perché? Perché io, sinceramente, ci tengo ai miei coglioni.



eheh! addirittura citato nell’articolo! :D
Secondo me hai proprio ragione su tutta la linea. Come si direbbe sui forum:
Quoto.